sabato 30 novembre 2013

Basket in carrozzina


Una partita di basket tra agonismo, azioni concitate, canestri ed un finale a sorpresa.
Un bell'esempio di come si possano fare spot pubblicitari emozionanti ed etici.

mercoledì 6 novembre 2013

ITACA di Costantino Kavafis

Quando partirai, diretto ad Itaca,
che il tuo viaggio sia lungo
ricco di avventure e di conoscenza.
 
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
né il furioso Poseidone;
durante il cammino non li incontrerai
se il pensiero sarà elevato, se l'emozione
non abbandonerà mai il tuo corpo e il tuo spirito.
I lestrigonu e i Ciclopi e il furioso Poseidone
non saranno sul tuo cammino
se non li porterai con te nell'anima,
se la tua anima non li porrà davanti ai tuoi passi.
Spero che la tua strada sia lunga.
Che siano molte le mattine d'estate,
che il piacere di vedere i primi porti
ti arrechi una gioia mai provata.
Cerca di visitare gli empori della Fenicia
e raccogli ciò che v'è di meglio.
Vai alle città dell'Egitto,
apprendi da un popolo che ha tanto da insegnare.

Non perdere di vista Itaca,
poichè giungervi è il tuo destino.
Ma non affrettare i tuoi passi;
è meglio che il viaggio duri molti anni
e la tua nave getti l'ancora sull'isola
quando ti sarai arricchito
di ciò che hai conosciuto nel cammino.
Non aspettarti che Itaca è povera,
non pensare che ti abbia ingannato.
Perché sei divenuto saggio, hai vissuto una vita intensa,
e questo è il significato di Itaca.

domenica 27 ottobre 2013

I tre setacci di Socrate

Un giorno Socrate fu avvicinato da un uomo in piena agitazione che gli disse:
«Ascolta Socrate, ti devo raccontare qualcosa d’importante sul tuo amico.»
«Aspetta un attimo», lo interruppe il saggio, «hai fatto passare ciò che mi vuoi raccontare attraverso i tre setacci?»
«Tre setacci?», chiese l'altro meravigliato.
«Sì, mio caro, vediamo se ciò che mi vuoi raccontare passa attraverso i tre setacci.
 Il primo setaccio è quello della verità: sei convinto che tutto quello che mi vuoi dire sia vero?»
«In effetti no, l’ho solo sentito raccontare da altri.»
«Ma allora l’hai almeno passato al secondo setaccio, quello della bontà?
Anche se quello che vuoi raccontare non è del tutto vero, è almeno qualcosa di buono?»
L’uomo rispose esitante: «Devo confessarti di no, piuttosto il contrario…»
«E hai pensato al terzo setaccio? Ti sei chiesto a che serva raccontarmi queste cose sul mio amico? Serve a qualcosa?»
«Beh, veramente no…»
«Vedi?», continuò il saggio, «Se ciò che mi vuoi raccontare non è vero, né buono, né utile, allora preferisco non saperlo e ti consiglio di dimenticarlo».
 

 

domenica 20 ottobre 2013

lunedì 14 ottobre 2013

PAROLE di Gloria Rizzi

Ho scelto questo titolo perché esprime un insieme di pensieri che ogni giorno la nostra mente produce buoni o cattivi che siano.
Molto spesso escono dalla nostra mente in modo involontario, ma sempre perché dettati da sentimenti contrastanti che viviamo ogni secondo della nostra vita.
Pensate a quante volte vi siete pentiti di quello che avete detto, "perchè l'ho detto?", "se tornassi indietro non parlerei più così "ovvero "oggi che bel discorso ho fatto, sono stato bravo!"
Ecco ogni volta però le parole sono mosse da sentimenti, sentimenti che ognuno di noi in modi diversi prova.
Il sentimento per me è tutto, è una continua dimostrazione di quanto possa valere e avere importanza la presenza di persone nella nostra vita.
Ho sempre pensato che chi prova sentimenti profondi, possa affrontare la vita con una marcia in più, capire il pensiero dell'altro senza parlare, comprendendo il tormento o la gioia, il dolore o la felicità.
Quando riesci a comprendere l'anima di una persona, chiunque essa sia, hai raggiunto la piena consapevolezza che la tua anima è completa, che hai fatto un passo avanti verso quell'equilibrio e quella serenità a cui tutti aspiriamo.
I sentimenti ci travolgono anche quando non li vogliamo, anche quando sono purtroppo indipendenti dalla nostra volontà e ci portano a situazioni per noi negative, ma come penso fortemente, se è vero che la vita fa dei percorsi delineati magari di sofferenza o di felicità e la nostra mente produce sentimenti profondi, tutto può accadere, se fortemente credi, tutto può succedere. Il tempo come spesso è un luogo comune affermare cura le ferite, ma le cicatrici che ci rimangono?
Solo guardando con una grande profondità dentro noi stessi e con la certezza di provare sentimenti profondi puoi riuscire ad apprezzare quello che nella quotidianità molte volte dimentichiamo , che spesso le piccole cose fanno la differenza. Ogni giorno cerco di pensare a questo e di fare qualche passo avanti...non è facile, ma con l'aiuto di tanti tanti sentimenti positivi che mi hanno trasmesso persone vicine a me cerco di migliorare!
"Sviluppa l'attitudine di scegliere pensieri che ti fanno sentire bene e dopo un po' non avrai un'altra scelta" J. Faulkner.
Lo stesso vale per i sentimenti "Sviluppa sentimenti profondi verso te stesso e gli altri e presto la tua capacità di amare ed apprezzare non avrà limiti".

venerdì 4 ottobre 2013

TRE RAGIONI PER ESSERE FELICI

La prima ragione è quando mi sveglio, perchè ho tutta una giornata davanti a me per fare bene tutto ciò che non ho potuto fare ieri, e quindi sono felice.
La seconda ragione è a mezza giornata, perchè, se non sono riuscito a fare molto, ho ancora davanti a me una mezza giornata per migliorare e me ne rallegro.
La terza ragione è alla sera, perchè la giornata è finita e se è andata bene sono felice, se invece è andata male sono felice che sia finita.
Detto cinese

martedì 24 settembre 2013

La Felicità Duratura

La felicità è questione profonda. Anche per la nostra salute: tanto che, oltre ai benefici sulla psiche, esistono oggi studi che raccontano come davvero perseguire obiettivi positivi e godere dei risultati raggiunti faccia bene al corpo e alla mente. Ringiovanendo e garantendo maggior resistenza alle malattie, al naturale invecchiamento e dando al nostro organismo l’opportunità di proteggersi meglio dai fattori esterni. Un anticorpo sottoforma di sorriso. E' quel che sostiene uno studio, opera dei ricercatori americani dell’università della Carolina del Nord e appena pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences: la felicità ci rende forti, ma in modi molto diversi a seconda del tipo. In sintesi una felicità temporanea data da una bella emozione, equivale a uno stress negativo, abbassando gli anticorpi e mettendoci in una condizione di debolezza. Al contrario, la felicità più duratura aiuta a rafforzare anticorpi e funzioni antinfiammatorie e antivirali.

DUE FELICITÀ – I ricercatori hanno infatti analizzato un gruppo di 80 persone, studiandone il sistema immunitario in differenti condizioni di felicità. Per tutto il gruppo ricorreva la caratteristica di non vivere momenti di stress negativo o di dolore e rabbia. E hanno scoperto come, a seconda del tipo di gioia vissuta, i tessuti del gruppo rispondevano in modo diverso alle sollecitazioni esterne. Per riuscire a isolare i fattori, i ricercatori hanno dunque diviso le esperienze vissute dal campione, usando la differenziazione cara ai filosofi e agli psicologi tra prospettiva di benessere edonica e eudaimonica. Quando si incorreva nella prima – quella legata alla gioia immediata delle piccole cose, come il profumo di un fiore, una coppa di buon gelato, un bacio o un acquisto azzeccato – ricorrevano nel corpo umano situazioni legate allo stress. Quando invece si mostrava soprattutto la seconda – quella che Aristotele definiva il più alto dei beni, legata alla felicità duratura del perseguire i propri obiettivi trovando così se stessi – cambiava completamente la risposta fisiologica della persona analizzata.

Come ricorda la ricercatrice che ha condotto lo studio, la professoressa di psicologia Barbara Fredrickson. «È bene ricordare che i pensieri e momenti positivi fanno bene in entrambe i casi di felicità. Ma le emozioni che proviamo oggi, contribuiranno in qualche modo a dire chi saremo in futuro, anche a livello cellulare».
      

venerdì 20 settembre 2013

STRADE di Carlos Castaneda

Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla,
se è questo che vi suggerisce il cuore.
Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla,
non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.
Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma.
Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore?
Tutte le strade sono eguali.
Non conducono in nessun posto.
Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.
Se ce l’ha è una buona strada.
Se non ce l’ha, è da scartare.
Tratto dal libro Gli insegnamenti di don Juan (A Scuola dallo Stregone) di Carlos Castaneda

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